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Venezia

Alcune curiosità sul cuore pulsante della laguna

Venezia! Esiste una città più ammirata, più celebrata, più cantata dai poeti, più desiderata dagli innamorati, più visitata e più illustre? Venezia! Esiste un nome nelle lingue umane che abbia fatto sognare più di questo?

Con queste poche righe di Guy de Maupassant, introduciamo uno dei gioielli più splendenti della nostra Italia, una delle città più famose e celebrate del mondo: Venezia.

Costruita su oltre un centinaio di isole nella laguna Veneta, Venezia conta più di 400 ponti in tutto il suo centro storico, attraversato dal Canal Grande e da numerosi rii minori.

Venezia è una città unica nel suo genere e dà il meglio di sè durante il fenomeno dell'acqua alta, dove l'alta marea spinge il livello dell'acqua dei canali al di sopra del livello delle calli e dei campi, provocandone così l'allagamento.

Venezia e la sua laguna sono state definiti patrimonio dell'umanità dall'UNESCO e questa fattore, insieme alla peculiarità urbanistica della città e il suo infinito patrimonio architettonico, artistico e culturale la rendono una delle città più visitate dai turisti di tutto il mondo. 

 

Curiosità su Venezia

Il simbolo di Venezia è il leone alato con un libro aperto sotto la zampa anteriore destra. La scritta in latino incisa su quel sacro libro recita: "Pax tibi Marce evangelista meus", che vuol dire "Pace a te Marco mio evangelista". Quando il Leone di San Marco veniva rappresentato su pitture o sculture mentre reggeva una spada, significava che Venezia stava affrontando un periodo di guerra. La maggior parte dei "leoni" fu distrutta dalle truppe napoleoniche nel 1797, quelli che vediamo attualmente sono quasi tutti delle copie fedeli degli originali. Ancora oggi da Piazza S. Marco sono visibili ben 13 "leoni".

A Venezia l'aperitivo per eccellenza si chiama Spritz e viene così composto: 1/3 di vino bianco, 1/3 di acqua minerale gasata (o selz) ed 1/3 di liquore moderatamente alcolico (dolce o amaro). Viene poi guarnito con una scorza di limone e/o un'oliva. L'origine del nome di questo cocktail risale ai tempi della dominazione austriaca a Venezia: il verbo tedesco spritzen significa "innaffiare". Attualmente lo Spritz è diffuso in tutto il Veneto ma lo Spritz fino agli anni ottanta era difficile berlo fuori dai limiti della provincia di Venezia. 

A Venezia ci sono 417 ponti, dei quali 72 privati. Si contano 300 ponti costruiti in pietra, 60 in ferro, i restanti 57 in legno. L'ultimo ponte costruito a Venezia fu quello eseguito su progetto dell'architetto spagnolo Santiago Calatrava ( Ponte della Costituzione, installato nell'agosto 2007 ed aperto senza inaugurazione la notte dell'11 settembre 2008) che è il quarto ponte che attraversa il Canal Grande e collega Piazzale Roma con la stazione. Nei tempi antichi i ponti a Venezia erano sprovvisti di gradini in quanto fino al '500 era consentito attraversarli a cavallo. Sono solo due i ponti di Venezia che non hanno spallette, uno si trova a Torcello e si chiama Ponte del Diavolo, un altro (privato) è visibile in Rio di San Felice (vicino alla Scuola Grande della Misericordia).

In tempi antichi esistevano a Venezia due fazioni: i Castellani e i Nicolotti. I primi vivevano nella zona a est della città (quella industriale, con l'Arsenale), i secondi su quell'area a ovest di Venezia dove si trova la Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli (erano prevalentemente pescatori). Fin dal '300 le due fazioni si fronteggiarono nelle "Guerre (o Lotte) dei pugni", che si svolgevano tra settembre e Natale su alcuni ponti di Venezia: "dei Carmini", "di Santa Fosca", "della Guerra" e, appunto "dei Pugni". Le lotte potevano essere di tre tipi: un incontro di boxe singolo (la Mostra), un combattimento multiplo (la Frota), la lotta per la conquista del ponte (Guerra Ordinata). Non essendoci spallette di protezione molto spesso i contendenti cadevano in acqua. Le Guerre dei Pugni provocavano molti feriti e, più raramente, anche dei morti. Con la crescita delle animosità nelle dispute si dovettero proibire le lotte nel 1705. A Venezia queste guerre vennero sostituite nel '700, durante il periodo del Carnevale, dalle "Forze d'Ercole".

L'Arsenale di Venezia si sviluppa su un'area di oltre 320.000 metri quadrati (circa un quinto dell'intera città). Fu visitato anche da Dante Alighieri (nel 1321) che lo citò in una terzina del XXI canto dell'Inferno. Ai tempi del suo maggiore sviluppo ci lavoravano 18.000 persone, gli "arsenalotti". Dall'Arsenale di Venezia venne varata la maggior parte della flotta comandata da Sebastiano Venier che affrontò e sconfisse i Turchi a Lepanto (7 ottobre 1571).

Le campane poste nel Campanile di San Marco sono cinque: la "Maleficio" annunciava le sentenze capitali in Piazzetta; la "Marangona" segnava l'orario di inizio e fine del lavoro dei carpentieri (o marangoni) dell'Arsenale; la "Mezzana" suonava a mezzogiorno; la "Pregadi" annunciava ai senatori che l'orario delle loro riunioni in Palazzo Ducale era giunto; la "Trottera" invitava i nobili di Venezia a mettere al trotto i loro cavalli per non arrivare tardi alle loro convocazioni sempre in Palazzo Ducale. La "Marangona", la campana più grande, fu per curiosità la sola su tutte che non fu distrutta dal crollo del Campanile di San Marco.

Il Campanile di San Marco misura 98,6 metri di altezza. Sulla sua sommità si erge un angelo dorato, le cui ali girevoli indicano in quale direzione soffia il vento a quella quota. Il campanile crollò su se stesso il 14 luglio 1902, (senza provocare alcuna vittima), venne ricostruito in meno di 10 anni "dov'era e com'era" e inaugurato il 25 aprile del 1912, giorno della commemorazione di S. Marco, il patrono di Venezia. 

Il cognome più diffuso a Venezia e a Pellestrina è Vianello (che deriva dal latino Vivianus), ed occupa ben 4 pagine dell'elenco telefonico. Segue il cognome Scarpa (3 pagine). Il cognome caratteristico di Burano è Dei Rossi, quello di Murano è Toso, mentre quelli più comuni a Chioggia-Sottomarina sono Boscolo e Tiozzo. I diminutivi più diffusi a Venezia risultano Bepi (Giuseppe), Tony (Antonio) e Nane (Giovanni). I nomi tipici di Venezia sono Marco, Alvise, Niccolò e Jacopo.

La strada più stretta di Venezia si chiama Calletta Varisco e si trova su una laterale nelle vicinanze di Campo San Canciano: ha una larghezza di solo 53 centimetri!

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia fu la prima donna al mondo ad essere laureata (il 25 giugno del 1678). Elena nacque a Venezia nel 1646. Una lapide commemorativa giace su un fianco di Palazzo Loredan (oggi sede del municipio di Venezia, assieme a Ca' Farsetti).

I soldi a Venezia si chiamano "schei". Tale termine deriva da una moneta usata al tempo della dominazione asburgica a Venezia con su incisa la scritta "Scheidenmunze". I veneziani ne abbreviarono il nome per comodità. Altro sinonimo di soldi a Venezia prima dell'euro era "Franchi", retaggio questo dell'epoca napoleonica.

La prima edizione della Biennale di Venezia si svolse nel 1895. La prima rassegna della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica (Mostra del Cinema di Venezia) si tenne nel 1932. Essa viene rappresentata ogni anno al Lido di Venezia sotto il patrocinio di Biennale Cinema.

La circolazione via acqua a Venezia viene regolamentata come in terraferma con un'apposita segnaletica (senso unico, divieto di accesso, ecc.). Il solo vero semaforo presente a Venezia si trova sul canale Rio Novo, tuttavia da alcuni anni non va messo in funzione. Tutte le imbarcazioni a motore devono tenere la destra, mentre le imbarcazioni a remi devono tenere la sinistra per via del remo (posizionato a destra) del poppiere (il "conducente" della barca), che deve sempre avere la possibilità di vogare.

La parola ciao ha origini veneziane. Nei tempi antichi a Venezia le persone erano abituate a salutare in questo modo: "s-ciavo vostro", che significa "servo vostro, ai vostri ordini, schiavo vostro". Così, di volta in volta il saluto divenne prima "s-ciao" e quindi "ciao".

Le piazze a Venezia si chiamano Campi, infatti anticamente erano adibiti a orti. I campi di fronte alle chiese venivano spesso usati come camposanti. Più tardi in ogni campo vennero costruite delle vere da pozzo, dalle quali si poteva attingere l'acqua piovana, debitamente filtrata da strati di argilla.

Le torri campanarie di Venezia sono 84, tre di esse sono chiaramente pendenti. Si tratta dei campanili di S. Giorgio dei Greci, di Santo Stefano e di San Pietro di Castello. I campanili accessibili al pubblico sono tre: San Marco, S. Giorgio Maggiore e Torre dell'Orologio. In quest'ultimo, però, non vi è l'ascensore.

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